MARIA DEI SETTE DOLORI

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La Madre di Dio rivelò a Santa Brigida che, chiunque reciti sette "Ave Maria" al giorno meditando sui suoi dolori e sulle sue lacrime e diffonda questa devozione, godrà dei seguenti benefici:

·         La pace in famiglia.

·         L’illuminazione circa i misteri divini.

·         L'accoglimento e la soddisfazione di tutte le richieste purché siano secondo la volontà di Dio e per la salvezza della sua anima.

·         La gioia eterna in Gesù e in Maria.


PRIMO DOLORE: La rivelazione di Simeone

Maria Santissima offre Gesù a Dio Padre, offre la vittima pura, santa e immacolata, e con Lui offre se stessa, chiamata ad essere la Corredentrice universale: per questo Gesù sarà Vittima crocifissa  e Lei avrà l'anima trapassata dalla "spada" del dolore per tutti i peccati del mondo.

Ave Maria...



SECONDO DOLORE: La fuga in Egitto

Maria Santissima fugge in esilio con San Giuseppe per salvare la vita di Gesù Bambino minacciato di morte. Il dramma di dolore dell'esilio di Maria è grazia di sostegno per tutti noi "esuli figli di Eva" chiamati, da questa terra di esilio, alla Patria dei Cieli a cui arrivare per la via della croce da Lei sostenuti e confortati.

Ave Maria...



TERZO DOLORE: Lo smarrimento di Gesù nel Tempio

Maria Santissima soffre un'angoscia terribile per lo smarrimento di Gesù a Gerusalemme. Per tre giorni Ella ricerca il Figlio e lo ritrova nel tempio. Smarrire Gesù, perdere Gesù: è la più grande disgrazia che ci possa capitare, perchè solo Lui è la Via, la Verità e la Vita. Bisogna subito ricercarlo nel tempio, nella casa del Signore, accostandosi ai Sacramenti della Confessione e della Comunione.

Ave Maria...



QUARTO DOLORE: L'incontro con Gesù sulla via del Calvario

Maria Santissima incontra Gesù sulla strada del Calvario e percorre con Lui il cammino doloroso fino al Golgota, portando nel cuore la Croce di Gesù come una "spada" che penetra sempre più a fondo nella Sua anima per la redenzione dell'umanità peccatrice. Con Maria addolorata seguiamo anche noi Gesù, portando la Croce della nostra salvezza.

Ave Maria...



QUINTO DOLORE: La crocifissione e la morte di Gesù.

Maria Santissima Addolorata è presente alla crocifissione e morte di Gesù e soffre nel Suo cuore di Madre tutti gli strazi del corpo di Gesù inchiodato alla Croce, abbeverato di fiele, trafitto al costato. Qui la "spada" di dolore ha trapassato tutta l'anima di Maria, ma Ella ha offerto tutto sempre unita al Figlio Redentore come Corredentrice universale di salvezza. Ella voglia stampare nelle nostre anime l'immagine del Crocifisso.

Ave Maria...



SESTO DOLORE: La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria

Maria Santissima riceve fra le braccia Gesù deposto dalla Croce. Questa è l'immagine della pietà ma è anche l'immagine della maternità sacerdotale della Corredentrice universale che offre al Padre la Vittima divina, Ostia di salvezza per tutti gli uomini di ogni tempo e luogo. O Madre pietosa, tieni anche noi fra le Tue braccia per offrirci a Dio.

Ave Maria...



SETTIMO DOLORE: La sepoltura di Gesù e la solitudine di Maria

Maria Santissima depone il corpo di Gesù nel sepolcro per attendere con fede invitta la sua resurrezione. Il sepolcro di Gesù è un sepolcro di vita e di gloria e così sarà del sepolcro di ogni redento che accoglie il Redentore. Mentre il sepolcro di chi rifiuta Cristo sarà sepolcro di perdizione eterna. Madre Addolorata, deponi anche noi nel sepolcro di Gesù, per risorgere un giorno come Lui alla vita eterna.

Ave Maria...

 

 

NOVENA A

MARIA ADDOLORATA

(Inizio: 06 Settembre - Festa: 15 Settembre)

 

 

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PRIMO GIORNO

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Contempliamo oggi Maria che accoglie nella fede la profezia di Simeone. Questo mistero anticipa i segni del dolore. Mentre esprime la gioia della consacrazione e immerge nell’estasi il vecchio Simeone, registra il “segno di contraddizione” e la spada che trafiggerà l’anima della Madre.

 

Dal Vangelo di Luca (2, 22.34-35)
Quando
venne il tempo della loro purificazione, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima.

 

Preghiamo
O Maria, umile figlia di Sion, che udendo la voce profetica di Simeone, hai ricevuto nel profondo del cuore, come spada tagliente la rivelazione della via dolorosa del tuo Figlio e hai provato l'immensa pena a motivo del rifiuto di molti, ti preghiamo: ottienici il dono di capire il sacrificio di Cristo, di seguire, come discepoli, il suo esempio, di accogliere la sua salvezza. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SECONDO GIORNO

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Colei che porta Gesù e lo sottrae alla persecuzione di Erode, il nuovo faraone, è Maria, la custode delle promesse profetiche, che, nella trepidazione e nella sollecitudine, preserva l'opera di salvezza di Dio dalla umana violenza e stoltezza. Colei che riporta Gesù e lo colloca nella terra data dai padri è Maria, la giovane Vergine di Israele, che ripete col Figlio suo e con Giuseppe, la fatica e la gioia di un nuovo esodo.

 

Dal Vangelo di Luca (2, 22.34-35)
Essi
erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto,dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio.

 

Preghiamo
O Maria, giovane vergine di Israele, che hai portato la fatica di tutte le madri nella difesa della vita da ogni insidia, concedi a quanti, come te, sono attenti e solleciti alla nascita e alla crescita delle future generazioni, il dono della speranza e della fortezza, quali custodi del disegno di Dio sul futuro del mondo. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TERZO GIORNO

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Soffri la Madonna ad intraprendere un lungo viaggio prima di dare al mondo Gesù; soffri a vedere nascere il Re del Cielo in una stalla, sprovvisto di tutto. Soffri specialmente quando seppe che il re Erode cercava a morte il suo Divin Figliuolo. Fuggì nottetempo per andare in Egitto e durante il viaggio era in grande trepidazione per paura di essere raggiunta dai soldati di Erode.

 

Dal Vangelo di Matteo (2,16-18)
Quando
Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.

 

Preghiamo
O Dio, che ha voluto associare la madre al figlio tuo nel dolore della sua passione, per redimere la natura umana, ferita dal peccato, concedi ai tuoi fedeli che, deposta all’antica malizia contratta con il peccato, si rivestano della vita nuova, meritata con l’opera della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUARTO GIORNO

 

 

 

 

Gioioso e drammatico è l’episodio di Gesù dodicenne nel tempio. Colei che conduce alla festa di Pasqua Gesù è Maria, la donna fedele alle tradizioni della sua gente. Colei che cerca Gesù sulla strada imprevedibile, voluta dal Padre, è Maria, la prima credente.

 

Dal Vangelo di Luca (2, 48-49)
Dopo
tre giorni lo trovarono nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre ed io angosciato ti cercavamo”. Ed egli rispose: Perché mi cercavate? Non sapevate che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio?.

 

Preghiamo
O Maria, donna fedele, che hai gioito per la presenza intensa del Figlio tuo alla preghiera pasquale del tuo popolo e hai sofferto per la sua improvvisa distanza, concedi il dono di una costante ricerca del Figlio tuo nella fede a quanti sono nell’inquietudine del dubbio e a noi la gioia di essere ritrovati nei nostri smarrimenti. Amen.

 

 

 

 

 

 

QUINTO GIORNO

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Colei che ha seguito il Figlio dalla lontananza, di una discrezione tenerissima per la sua missione è Maria, l'umile ancella del Signore. Colei che ha seguito il Figlio con un amore forte e fedele è Maria, la madre beata, che in tutto compie la volontà del Padre.

 

 

Dal Vangelo di Luca (23,27)
Lo
seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato, e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! E ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

 

 

Preghiamo
O Maria, umile ancella del Signore, che ti sei lasciata afferrare dalla beatitudine promessa dal Figlio tuo a quanti compiono la volontà del Padre, aiutaci ad essere docili al volere di Dio su di noi e ad accogliere sulla nostra strada la croce con lo stesso amore con cui l'hai accolta e portata. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SESTO GIORNO

 

 

 

 

Vedere un figlio, il più buono dei figli, innocente, gettato con furia sul legno di una croce; vedere il martello ed i chiodi; assistere al crudele inchiodamento; vedere schizzare il sangue dalle mani e dai piedi; sentire i ripetuti colpi di martello; che strazio per una madre! Qualunque donna sarebbe morta o sarebbe caduta svenuta o si sarebbe avventata come una tigre sui carnefici ...
Maria Santissima è la, a pochi passi da Gesù. Non parla, non grida ... soffre! Soffre in silenzio per assaporare di più l'amarezza del calice ... O Donna, il tuo dolore è grande come il mare! Tu puoi dire: O voi tutti, che passate per questa via, fermatevi e vedete se c'è dolore simile al mio!

 

Dal Vangelo di Matteo (27,33-44)
Giunti
a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio, gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: «Questi è Gesù, il re dei Giudei». Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!». Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo.

 

Preghiamo
O Dio, che ha voluto associare la madre al figlio tuo nel dolore della sua passione, per redimere la natura umana, ferita dal peccato, concedi ai tuoi fedeli che, deposta all’antica malizia contratta con il peccato, si rivestano della vita nuova, meritata con l’opera della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SETTIMO GIORNO

 

 

 

 

Colei che partecipa alla suprema oblazione del Figlio con lo spirito trapassato dai chiodi, è Maria, la donna dei dolori, da sempre conformata ai sentimenti del Figlio suo.

 

Dal Vangelo di Giovanni e di Luca (Gv 19,25-29; Lc 23, 44-46)
Stavano
presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa, e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna ecco tuo figlio”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre” e da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

 

Preghiamo
O Maria, addolorata madre del Signore, che ci hai dato un tale esempio di amore e di fortezza presso la croce, insegnaci la carità di una presenza generosa presso tutti i nostri fratelli sofferenti e fa' che ti accogliamo nella nostra casa come Madre, affinché per mezzo tuo apprendiamo un nuovo modo di accettare l'immancabile dolore della vita. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OTTAVO GIORNO

 

 

 

Colei che riceve tra le braccia il corpo di Gesù è Maria, la donna dell'invincibile speranza. Colei che presenta ai discepoli del Figlio suo le realtà di un corpo dato e di un sangue sparso, è Maria, la cooperatrice della salvezza del mondo.

 

Dal Vangelo di Marco (15,45)
Sopraggiunta
ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d'Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto.

 

Preghiamo
O Maria, donna dell'invincibile speranza, che hai creduto nell'annuncio della gloriosa immortalità, fatto dal Figlio tuo al mondo, guidaci 'a della nostra morte sulla strada che conduce alla certezza e alla gioia della vita senza fine. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

NONO GIORNO

 

 

 

Colei che addolorata accompagna il Figlio suo tra i morti, perché sia il “Primogenito” tra di essi è Maria, la Vergine prudente che attende il ritorno del suo Signore. Colei che gioirà con i discepoli nel mattino di Pasqua è Maria, la testimone fedele della risurrezione.

 

Dal vangelo di san Giovanni (19,39-42)
Nicodemo
che in precedenza è andato da Gesù di notte, portò una mistura di mirra e di aloè di circa centro libbre. Giuseppe di Arimatea e Nicodemo presero allora Gesù e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, come è usanza seppellire fra i Giudei. Ora nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù.

 

Preghiamo
O Vergine Addolorata, noi contempliamo impresse nel tuo cuore le stesse spine che furono conficcate sul capo di Gesù. Tu hai sofferto col tuo Figlio morente sulla croce e hai cooperato all’opera del Salvatore con l’obbedienza, la fede, la speranza e l’ardente carità. Fa che imitiamo le tue virtù, affinché la tua materna intercessione, che ebbe inizio al momento dell’Annunciazione e si manifestò sotto la croce, ci soccorra nelle nostre sofferenze e ci ottenga la grazia della salvezza eterna. Amen.